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domenica 29 settembre 2013

Fratantonio time. Lesson n.8: I Puffi 2



Ovvero Giacomo Fratantoni, un nome una garanzia, collaboratore de  La gazzetta dello spettacolo, in eterna lotta con le virgole.
Fratantò ultimamente sta tenendo un ritmo incredibile, quindi d'ora in poi accorperò il più possibile le sue ultime perle. D'altronde è una macchina. "Non puoi fermare il futuro con le mano".



egli, regista ormai esperto negli ambiti "familiari" sa dirigere e difficilmente in quest'ambito sbaglia un colpo realizzando pellicole accettabili.
ndr: le virgole mai chiuse.

Il primo capitolo aveva un non so che di innovativo dimostrandosi genuino e gradevole; avevo apprezzato particolarmente l'inserimento nel contesto odierno degli omini blu (tecnica già vista negli scorsi anni con i vari Alvin Superstar e Garfield)

Nonostante ciò il film risulta semplice e gradevole nonostante la struttura
ndr: nonostante.

 Parigi, descritta con i suoi stereotipi più conosciuti (la cucina raffinata, la Tour Eiffel, il Louvre, gli chef esigenti)
ndr:  la Tour Eiffel e il Louvre, noti stereotipi

Il film non si dimostra, nonostante ciò, un prodotto negativo perché trova la promozione nei suoi nuovi protagonisti

alcune battute funzionano, altre invece sembrano quasi forzate, alle quali ridi per forza
ndr: eh bè!

I personaggi non si elevano mai e nessuno di loro fa mai la differenza tranne lo stereotipo del cattivo.

si notava il fatto che Gosnell ha girato diverse sequenze fatte a posta per il 3D

piani sequenza ben studiati e inquadrando in maniera molto particolare la ruota paronamica, gli uccelli che volano
ndr: elementi importantissimi.






giovedì 19 settembre 2013

Fratantonio time. Lesson n.7: In Trance + Riddick + Shadow Hunters + Wolverine + Percy Jackson +Halo



Ovvero Giacomo Fratantoni, un nome una garanzia, collaboratore de  La gazzetta dello spettacolo, in eterna lotta con le virgole.
Fratantò ultimamente sta tenendo un ritmo incredibile, quindi d'ora in poi accorperò il più possibile le sue ultime perle. D'altronde è una macchina. "Non puoi fermare il futuro con le mano".














Boyle dimostra di aver raggiunto nel corso degli anni una maturità artistica di prim’ordine infatti lo stile di regia con il quale gira questo film è il culmine di tanti anni d’esperienza: esattamente come in “127 Ore” ma anche in precedenza con “Millions” e “28 Giorni Dopo” riesce a focalizzare l’intero film si sui personaggi ma anche e soprattutto sull’ambiente che li circonda di fatto l’elemento più funzionante del film risulta essere la fotografia luminosa e cupa allo stesso tempo tipica della sua filmografia.

La sceneggiatura di “In Trance” è estremamente articolata anche se non dimostra mai cali di ritmo o intrattenimento: non un elemento difettoso ma nonostante scorra via senza noia e senza dubbi si nota una certa fiacchezza nel raccontare il tutto;

ma forse si sarebbe preferito una leggera cura sull’articolazione della storia.

Per una regia frivola anche se meno frizzante delle precedenti la sceneggiatura punta tutto sull’elogio della figura dei personaggi principali mettendoli in scena e sviluppandoli con passione e tenacia:

Boyle la rappresenta come una musa, come quella figura angelica che l’uomo ricorda dopo un sogno erotico ed è proprio questo l’elemento maggiore che rappresenta: l’erotismo visivo ed emotivo e la sua inquadratura completamente nuda non fa altro che ricordarcelo.

Un film estremamente onirico ben diretto e ben sceneggiato seppur con una non totale cura sul risultato finale comunque interessante.
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Riddick













Se il primo capitolo era ben realizzato con una fotografia curata e una regia semplice ma immersiva senza contare la frizzante sceneggiatura il suo sequel non era agli stessi livelli

“Riddick” è un film ambiguo che non trova ne la promozione ne la declassazione

Diesel (produttore del film) contento della possibilità di strafare con il personaggio mette in scena un personaggio interessante

riesce comunque a sfornare buone interpretazioni nonostante non abbia una vasta gamma di espressioni facciali. Tra i tanti attori presenti troviamo Karl Urban (che fa un piccolo cammeo) e Dave Bautista l’ex wrestler che sforna una buona interpretazione rispetto a quella scadente ne “L’uomo con i pugni di ferro“: perché far recitare personaggi (lo chiamo attore?) come lui?
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nuova trasposizione da un libro o per meglio dire una saga di libri che, se avrà successo dal punto di vista del box office verrà trasposta interamente e purtroppo visto gli incassi ne abbiamo la conferma.

“Shadowhunters – Città Di Ossa” non funziona per più di una circostanza e quel poco che funziona finisce per funzionare male.

Il film parte carico immediatamente con una minuscola se non quasi invisibile caratterizzazione dei personaggi e ci rendiamo subito conto della grande pecca alla sceneggiatura.

si debbano ancora vedere casi di CGI così scadente? E’ impossibile quasi a crederci.

Le sequenze d’azione intrattengono quanto basta ma soprattutto nella prima parte di film vengono sfruttate a ripetizione e male vista la sequenza di mosse e decisioni prese dai protagonisti eccessivamente ridicole e stupide. [...] dalle sequenze d’azione troppo frenetiche e mal messe in scena.

perfino in una delle sequenze più belle del film, ossia nello sviluppo del rapporto tra i due protagonisti se per un attimo lo spettatore si sente attratto dal punto di vista visivo ed emotivo da quell’avvenimento il secondo dopo perde tutta quella magia per le solite e sconclusionate battute.

le prestazioni attoriali vengono penalizzate dalla scrittura dei personaggi anche se riescono a svolgere il loro lavoro attoriale[...]

Lily Collins, nonostante abbia il pregio di essere diventata estremamente splendida dai tempi del Biancaneve di Tarsem si comporta molto bene sullo schermo
ndr: eh si sa, se diventi bella, diventi cagna come attrice.

sembra il più omogeneo, il più spontaneo e il meno ridicolo fra tutti di fatto le uniche battute valide del film sono dedicate a lui.
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Secondo spin-off dedicato all'uomo d'amianto dopo "Le Origini: Wolverine" del 2009.
ndr: occhio che se ti becca il comune devi smantellare.


Non avevo particolari pretese per il film infatti partivo da una base abbastanza indifferente


la fotografia del film si combacia perfettamente con l'ambientazione giapponese di Tokyo con i suoi colori freddi e i dettagli ben accentuati


diverse sequenze d'azione con handy-cam e con eccessiva frenesia porta lo spettatore ad un senso di smarrimento su ciò che accade e tutte queste sequenze sono impegnate da una piattezza e da una pacatezza da non crederci


Pieno di piattezza
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Percy Jackson


al di fuori degli splendidi titoli iniziali gli effetti pop-up sono tanti e ben utilizzati che promuovo la versione convertita.

La sceneggiatura è il punto cardine dell'ambiguità del film: essa scorre in maniera equilibrata.. forse anche fin troppo.

Nonostante le numerose scene fantasy il film non trova mai un punto esageratamente alto nel suo cammino
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Halo il film

praticamente indipendente [...] Il film in questione risulta essere un buon prodotto: esso è un prequel

la qualità da assegnare a Hendler è quella di riuscire a mantenere [...]

domenica 15 settembre 2013

Fratantonio time. Lesson n.6: Tyrannosaur







Ovvero Giacomo Fratantoni, un nome una garanzia, collaboratore de  La gazzetta dello spettacolo, in eterna lotta con le virgole.


Film di oggi:











Pieno di premi tra BAFTA e Sundance Film Festival Considine dimostra di saper dirigere e scrivere opere cinematografiche.

un personaggio estremamente complessato affitto da una forte rabbia

La fotografia è estremamente fredda e impacciata

Il personaggio di Peter Mullan è straordinario sia come interpretazione che come potenza visiva ed emotiva che ha agli occhi dello spettatore.

Ritengo che le ultime sequenze del film, nonostante non siano eccezionali, abbiano un forte impatto emotivo verso lo spettatore medio per la potenza delle immagini trattate e la colonna sonora dei The Leisure Society "We Were Wasted" nell'ultima sequenza del film è l'apice di tutto ciò.



lunedì 9 settembre 2013

Fratantonio time. Lesson n.5: L'evocazione





Ovvero Giacomo Fratantoni, un nome una garanzia, collaboratore de  La gazzetta dello spettacolo, in eterna lotta con le virgole.



Film di oggi: The conjuring - L'evocazione








L’horror per eccellenza ha bisogno di diversi contenuti per essere giudicato tale ma su tutti è uno l’aspetto che deve emergere: deve saper spaventare

Il film narra la storia vera dei Warren di cui Ed e Lorraine sono due ricercatori del paranormale ambientata nei primi anni 70 e con la precisione nel 1971

Il vero marito morì nel 2006

Dov’è la potenza di questa pellicola? Nella consapevolezza che quando ci troviamo di fronte a James Wan ci troviamo di fronte a un maestro.

Lo stile di regia del direttore malese

Wan non punta immediatamente all’orrore e allo spavento secondo i canoni dell’horror di oggi ma ci arriva in maniera più studiata e lenta
ndr: no scusate, l'horror di oggi sono i vari Paranormal and co., film che puntano immantinente allo spavento...già.

 la bravura di Wan sta nel basare tutto sulla tensione che traspare dal film e per quanto all’interno di esso ci siano diverse “americanate” lo stile registico riesce nell’impresa di affermarsi permettendo a Wan di sbizzarrirsi come più gli piace.


Alcune sequenze risultano piuttosto disturbanti dal punto di vista visivo ed emotivo pur rimanendo nella coerenza più totale come la presenza di diversi piani sequenza davvero ben messi in scena e Wan riesce nell’impresa avvalendosi di una fotografia estremamente cupa che tende quasi ad avere colori caldi senza mai esagerare e da una colonna sonora

un comparto sonoro montato alla perfezione che riesce a far sobbalzare dalla poltrona con una potenza elevata dell’utilizzo dei subwoofer pur non scadendo in cliché
ndr: i subwoofer sono così old school e stravisti

Il regista riesce inoltre ad ingannare lo spettatore fin dal trailer: alcune delle sequenze più terrificanti viste all’interno di quest’ultimo nel film hanno un tasso di tensione talmente alto che si conclude in maniera quasi ironica.

Vera Farmiga capace di sapere rappresentare diversi aspetti del suo personaggio in maniera positiva

speriamo che il suo stile si combaci con quello della famosa saga automobilistica e con la sua produzione

“L’Evocazione – The Conjuring” è un gioiello ingiudicabile
 Per quanto riguarda le prestazioni attoriali siamo a livelli elevati con la presenza di molti personaggi tutti con un identità ben esplicitata e nessuno risulta fuori luogo

domenica 8 settembre 2013

Fratantonio time. Lesson n.4: Open Grave (short edition+video)





Ovvero Giacomo Fratantoni, un nome una garanzia, collaboratore de  La gazzetta dello spettacolo, in eterna lotta con le virgole.




Film del giorno:









i movimenti di macchina frenetici ti inseriscono a pieno livello sulla scena e l’inserimento di flash back poco comprensivi [...]

[...]difetto è quello di non avere un ritmo costante che finisce in più di una circostanza a distrarre lo spettatore dalla scena.

Copley [...] funziona parecchio come personaggio confuso e la mancanza di fiducia in se stesso lo eleva ancora di più, in termini stretti.



mercoledì 4 settembre 2013

Fratantonio time. Lesson n.1: Elysium


Buongiorno a tutti, oggi inauguro una rubrica che spero avrà molte puntate (il materiale per ora c'è e sembra molto promettente per il futuro): l'angolo di Giacomo Fratantoni, un nome una garanzia, collaboratore de  La gazzetta dello spettacolo* in eterna lotta con le virgole. Prego.

*Alla domanda "Ma qualcuno la legge sta roba prima che voi la pubblichiate", è stato risposto: "Se ne occupa direttamente l'autore". Ich! Salute.


Film di oggi: Elysium.
Neill Blomkamp regista sudafricano dopo il successo commerciale e di critica che ha avuto 4 nomination agli Oscar “District 9″ decide di mettere le mani su un grosso blockbuster e di avere, quindi, un grande budget da spendere. Egli riesce nell’impresa di non scadere nel banale riuscendo a gestire tutto il cachet. [...]
ndr: Perchè si sa, se spendi tutti i soldi, rischi di cadere nel banale.

La prima cosa che lo spettatore nota e lo stile di regia [...]

peccato che d’altro canto quando l’azione si movimenta un po’ Blomkamp abbia delle difficoltà: le sequenze d’azione nel film essendo molto frenetiche non convincono totalmente per quanto riguarda la messa in scena perché si nota una leggera difficoltà da parte di Blomkamp di star dietro all’azione e quando ci prova la frenesia porta a mettere in scena delle sequenze poco comprensibili ed eccessivamente movimentate. [...]
ndr: virgole, you need them.

Anche la stessa idea di realizzare delle sequenze in terza persona con telecamera appesa dietro i protagonisti risulta leggermente fuori luogo [...]
ndr: intende prima persona e magari addosso ai protagonisti, se stan dietro, inquadrano la nuca.

D’altro canto le sequenze girate in CGI così come diversi primi piani sono validi e quindi promuovono alla fine la regia del film nonostante sia un passo indietro rispetto a quella di District 9 dal quale questo “Elysium” riprende soprattutto l’aspetto sonoro (nelle sale Isens del circuito UCI Cinema lo schermo “vibra” letteralmente per la potenza sonora: questo formato è altamente consigliato) e le inquadrature dei paesaggi. [...]

ndr: mi manca il fiato!

nel film sembra che alcune sequenze siano state tagliate forse per scelta della produzione o forse per eccessività di tempo perciò in alcuni momenti della pellicola si ha un leggero senso di smarrimento che comunque il film riesce a oltrepassare.[...]
ndr: AKA te sei addormentato.

La messa in scena della sceneggiatura funziona con un’eleganza visiva da parte di Blomkamp di godere della baraccopoli della Terra futuristica e del paradiso Elysium riuscendo a caratterizzare e a far emergere entrambi i mondi soprattutto con la nascita e lo sviluppo dei personaggi.[...]
ndr: WUT?!

una favola futuristica con difetti di regia ma con una sceneggiatura che scorre con frivolezza ed è anche ben interpretata.

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Ho dimenticato una cosa importantissima. Fa anche i video. In Elysium esordisce subito con "Blokamp regista sudamericano". Parla velocissimo e fa video di 10 minuti. Uno spasso.