lunedì 9 settembre 2013

Fratantonio time. Lesson n.5: L'evocazione





Ovvero Giacomo Fratantoni, un nome una garanzia, collaboratore de  La gazzetta dello spettacolo, in eterna lotta con le virgole.



Film di oggi: The conjuring - L'evocazione








L’horror per eccellenza ha bisogno di diversi contenuti per essere giudicato tale ma su tutti è uno l’aspetto che deve emergere: deve saper spaventare

Il film narra la storia vera dei Warren di cui Ed e Lorraine sono due ricercatori del paranormale ambientata nei primi anni 70 e con la precisione nel 1971

Il vero marito morì nel 2006

Dov’è la potenza di questa pellicola? Nella consapevolezza che quando ci troviamo di fronte a James Wan ci troviamo di fronte a un maestro.

Lo stile di regia del direttore malese

Wan non punta immediatamente all’orrore e allo spavento secondo i canoni dell’horror di oggi ma ci arriva in maniera più studiata e lenta
ndr: no scusate, l'horror di oggi sono i vari Paranormal and co., film che puntano immantinente allo spavento...già.

 la bravura di Wan sta nel basare tutto sulla tensione che traspare dal film e per quanto all’interno di esso ci siano diverse “americanate” lo stile registico riesce nell’impresa di affermarsi permettendo a Wan di sbizzarrirsi come più gli piace.


Alcune sequenze risultano piuttosto disturbanti dal punto di vista visivo ed emotivo pur rimanendo nella coerenza più totale come la presenza di diversi piani sequenza davvero ben messi in scena e Wan riesce nell’impresa avvalendosi di una fotografia estremamente cupa che tende quasi ad avere colori caldi senza mai esagerare e da una colonna sonora

un comparto sonoro montato alla perfezione che riesce a far sobbalzare dalla poltrona con una potenza elevata dell’utilizzo dei subwoofer pur non scadendo in cliché
ndr: i subwoofer sono così old school e stravisti

Il regista riesce inoltre ad ingannare lo spettatore fin dal trailer: alcune delle sequenze più terrificanti viste all’interno di quest’ultimo nel film hanno un tasso di tensione talmente alto che si conclude in maniera quasi ironica.

Vera Farmiga capace di sapere rappresentare diversi aspetti del suo personaggio in maniera positiva

speriamo che il suo stile si combaci con quello della famosa saga automobilistica e con la sua produzione

“L’Evocazione – The Conjuring” è un gioiello ingiudicabile
 Per quanto riguarda le prestazioni attoriali siamo a livelli elevati con la presenza di molti personaggi tutti con un identità ben esplicitata e nessuno risulta fuori luogo

domenica 8 settembre 2013

Fratantonio time. Lesson n.4: Open Grave (short edition+video)





Ovvero Giacomo Fratantoni, un nome una garanzia, collaboratore de  La gazzetta dello spettacolo, in eterna lotta con le virgole.




Film del giorno:









i movimenti di macchina frenetici ti inseriscono a pieno livello sulla scena e l’inserimento di flash back poco comprensivi [...]

[...]difetto è quello di non avere un ritmo costante che finisce in più di una circostanza a distrarre lo spettatore dalla scena.

Copley [...] funziona parecchio come personaggio confuso e la mancanza di fiducia in se stesso lo eleva ancora di più, in termini stretti.



venerdì 6 settembre 2013

Fratantonio time. Lesson n.3: La notte del giudizio



Ovvero Giacomo Fratantoni, un nome una garanzia, collaboratore de  La gazzetta dello spettacolo, in eterna lotta con le virgole.




[.. ]futuro prossimo anno 2022, in America non ci sono più omicidi perché una sola notte all’anno si può fare qualsiasi criminalità senza scontare pene. Idea geniale così come il concetto di basare un film tutto sulla critica della società di adesso: istigare il popolo alla violenza.[..]

[...]dei titoli di testa davvero inquietanti che vanno a sfociare in un primo tempo ottimo[...]

[...]stile di regia, messa in scena e fotografia sono semplici ma con una freddezza e una cautela tale da rendere il tutto pesante e inquietante, in attesa di ciò che sarebbe successo.

Diversi elementi della storia non trovano una risposta che porta a degli avvenimenti che non hanno nessun senso all’interno della storyline.

 I personaggi sembrano nascere in maniera buona ma si perdono con una scrittura scordinata e sbagliata di dialoghi (a volte sembra proprio che essi siano stati montati male
ndr: da che pulpito.

DeMonaco riesce a partorire un’ottima idea ma non riesce ad affermarla sia sullo sviluppo della storia sia sulla coerenza registic

Ethan Hawke mette in scena un personaggio poco chiaro per tutto il film che risulta molto meno caratterizzato di quello già altalenante di “Sinister” che alla fine non funziona.

Lena Headey è l’unico personaggio coerente nell’intera pellicola che non va mai oltre il ridicolo (o almeno quasi) e resta sempre nel ruolo assegnatole:
ndr: eh si, odio quegli attori che fanno più ruoli. Maledetto Peter Sellers.

critica sociale che sfocia nel banale e nel ridicolo a causa per una mancata cura nella sceneggiatura.

Fratantonio time. Lesson n.2: Turbo



Ovvero Giacomo Fratantoni, un nome una garanzia, collaboratore de  La gazzetta dello spettacolo, in eterna lotta con le virgole.





Oggi ci parla di Turbo.
Magari il concetto di una lumaca che assumeva dei poteri e iniziasse a gareggiare in grandi eventi automobilistici poteva risultare innovativo ma l’idea di fondo e le situazioni di contorno potevano pesantemente essere banali. [...]

“Turbo” si ispira pesantemente al ben più famoso (ma molto odiato) Cars, film della Pixar di minor successo critico. Questo film si attacca in maniera palese all’idea di Cars [...]
ndr: quale film?

 lo svolgimento delle situazioni così come i comportamenti dei personaggi sono stati stereotipati in maniera grossolana negli anni passati e questa ripetitività si sente particolarmente

ndr: Cosa? Quali anni?

L’inizio è palesemente identico anche se non nella sua totalità a quello del primo “Cars” e la somiglianza di nota anche nella struttura della storia, non tanto nella trama.


Un altro punto a favore del film risulta sicuramente l’innocenza del prodotto: mai durante la visione ci rendiamo conto che la Dreamworks abbia voluto creare qualcosa di nuovo e genuino; la casa di produzione ha voluto palesemente creare un prodotto inferiore d’intrattenimento senza troppi sforzi pur mantenendo la semplicità minima per un film godibile.[...]

Per quanto possa essere banale e stereotipato “Turbo” funziona per la sua innocenza e per la sua volontà di non strafare mai mettendo in scena un film godibile per le numerose trovate visive interessanti che rendono il prodotto nella media.

Comic movie - Ciccolata e merda

di Paolo Baroni
Molti hanno ragione a dire che quasi tutti gli sketch fanno schifo e provocano disgusto ma alla fine bisognerebbe guardare questo film per quello che è:un omaggio alle commedie demenziali anni 80 dei fratelli Zucker e di John Landis.
Erano altrettanto stupide...e ai tempi facevano altrettanto schifo

di Simone Rapace
Possibile che nessuno abbia colto la VOLONTA' PRECISA di fare un film volutemente ECCESSIVO, ASSURDO, POLITICALLY INCORRECT (tutti solo eufemismi tra l'altro di quello che s'è voluto fare con questo movie) e, perchè no, BRUTTO ??? Possibile che nessuno di voi abbia colto la metafora attraverso cui raccontare l'impoverimento tecnico e di idee che attraversa il cinema e, perchè no, i costumi in generale???
Ps: a parte che non è vero che in una commedia si debba x forza ridere - quello è il comico - e che il titolo "Comic movie" è italiano, xchè in lingua originale è semplicemente "Movie 43", ovvero solo il numero di attori che compaiono, ebbene MI FA SPECIE che ci siano commenti negativi di persone che hanno invece dichiarato come "fantastico" alcuni film dei vanzina ... MA COMPLIMENTI VIVISSIMI !!!

di Matthew77
Film spettacolare!
Umorismo un pò alla Monty Python attualizzato. Alcune scene sono da piegarsi in due dalle risate.

di Emil's road
mi ricorda un pò le commedie assurde che faceva Woody Allen tipo "Il dormiglione" o "Tutto quello che avreste voluto sapere del sesso ma non avete mai osato chiedere"
di Woody Allen ho visto ogni film che ha fatto, e amo i suoi film in maniera assurda.... e i 2 titoli che ho citato sono commedie assurde dove la comicità è spinta al massimo (e non dico che mi piace).... e cmq se sono stati fatti da Woody Allen non è di certo colpa mia... e infatti sono i film che preferisco meno suoi....... mi ricorda un pò quei 2 film... non significa questo film è come se lo avesse fatto Woody Allen... infatti non ho citato gli altri suoi film perchè appunto non c'entrerebbero nulla.... ;-) impara a leggere e interpretare meglio...

di MaurizioCinicoBorsoi
ha tutti gli ingredienti per diventare un cult in futuro ... per adesso schifatevi pure

di Maurizio
E magari tanti di quelli che criticano
questo film hanno gridato al capolavoro vedendo "I soliti idioti", quello sì a mio parere inguardabile e inutile.

di Angelo Giovanni Veliz Garri
ah! Una cosa basta sfogare le vostre frustrazioni qui sotto o le vostre doti da critici inespresse . Andate a guardarvi il cinepanettone

di pino maso
Opera molto profonda ma decisamente non per tutti,per lo spettatore medio è solo un insieme di insulse gag.



mercoledì 4 settembre 2013

Fratantonio time. Lesson n.1: Elysium


Buongiorno a tutti, oggi inauguro una rubrica che spero avrà molte puntate (il materiale per ora c'è e sembra molto promettente per il futuro): l'angolo di Giacomo Fratantoni, un nome una garanzia, collaboratore de  La gazzetta dello spettacolo* in eterna lotta con le virgole. Prego.

*Alla domanda "Ma qualcuno la legge sta roba prima che voi la pubblichiate", è stato risposto: "Se ne occupa direttamente l'autore". Ich! Salute.


Film di oggi: Elysium.
Neill Blomkamp regista sudafricano dopo il successo commerciale e di critica che ha avuto 4 nomination agli Oscar “District 9″ decide di mettere le mani su un grosso blockbuster e di avere, quindi, un grande budget da spendere. Egli riesce nell’impresa di non scadere nel banale riuscendo a gestire tutto il cachet. [...]
ndr: Perchè si sa, se spendi tutti i soldi, rischi di cadere nel banale.

La prima cosa che lo spettatore nota e lo stile di regia [...]

peccato che d’altro canto quando l’azione si movimenta un po’ Blomkamp abbia delle difficoltà: le sequenze d’azione nel film essendo molto frenetiche non convincono totalmente per quanto riguarda la messa in scena perché si nota una leggera difficoltà da parte di Blomkamp di star dietro all’azione e quando ci prova la frenesia porta a mettere in scena delle sequenze poco comprensibili ed eccessivamente movimentate. [...]
ndr: virgole, you need them.

Anche la stessa idea di realizzare delle sequenze in terza persona con telecamera appesa dietro i protagonisti risulta leggermente fuori luogo [...]
ndr: intende prima persona e magari addosso ai protagonisti, se stan dietro, inquadrano la nuca.

D’altro canto le sequenze girate in CGI così come diversi primi piani sono validi e quindi promuovono alla fine la regia del film nonostante sia un passo indietro rispetto a quella di District 9 dal quale questo “Elysium” riprende soprattutto l’aspetto sonoro (nelle sale Isens del circuito UCI Cinema lo schermo “vibra” letteralmente per la potenza sonora: questo formato è altamente consigliato) e le inquadrature dei paesaggi. [...]

ndr: mi manca il fiato!

nel film sembra che alcune sequenze siano state tagliate forse per scelta della produzione o forse per eccessività di tempo perciò in alcuni momenti della pellicola si ha un leggero senso di smarrimento che comunque il film riesce a oltrepassare.[...]
ndr: AKA te sei addormentato.

La messa in scena della sceneggiatura funziona con un’eleganza visiva da parte di Blomkamp di godere della baraccopoli della Terra futuristica e del paradiso Elysium riuscendo a caratterizzare e a far emergere entrambi i mondi soprattutto con la nascita e lo sviluppo dei personaggi.[...]
ndr: WUT?!

una favola futuristica con difetti di regia ma con una sceneggiatura che scorre con frivolezza ed è anche ben interpretata.

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Ho dimenticato una cosa importantissima. Fa anche i video. In Elysium esordisce subito con "Blokamp regista sudamericano". Parla velocissimo e fa video di 10 minuti. Uno spasso.